Reparto Sagittario  
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Selves - Barcis(BL) - campo estivo 2008:

 

INSIEME,  ALL’ARIA  APERTA!

Buon giorno a tutti i lettori del Camminare Insieme.

Sono un esploratore del gruppo scout Mogliano 2 della nostra parrocchia di san Carlo.

Questa estate dal 2 al 13 agosto siamo stati impegnati nel campo estivo ad Andreis: i nostri due reparti, “Sagittsrio” (maschile) e “Sorgente viva” (femminile e il reparto “Impeesa” (misto), nato a Mazzocco due anni fa (Impeesa è un nome con cui Baden Powell veniva chiamato dai guerrieri zulù e significa “il lupo che non dorme mai”).

Prima di partire abbiamo dovuto sostenere una grande mole di lavoro per organizzarci al meglio e vivere così più serenamene quest’avventura: in anzitutto abbiamo sistemato i cassoni e il materiale all’ interno di essi, aggiustando quello che potevamo e comprando gli attrezzi mancanti con i soldi racimolati durante l’anno negli autofinanziamenti. Due giorni prima del campo ci siamo trovati per caricare tutto l’occorrente nei camion in modo tale da non aver altro da fare alla partenza.

La mattina del 2 agosto, dopo la messa iniziale con il don, siamo partiti in pullman ,alla volta di Prapriero, una località di montagna immersa nel verde delle Dolomiti vicino al lago di Barcis.

Posati gli zaini e montate le tende, sentiamo lo stressante richiamo dei capi con il loro solito fischietto. Riuniti tutti attorno a loro a forma di quadrato abbiamo ricevuto, chi felice chi meno, la notizia che proprio quel giorno ogni squadriglia sarebbe partita guidata da una cartina e da qualche foglietto con delle consegne da svolgere durante il percorso, alla volta di paesini fino a quel momento sconosciuti a noi ragazzini di città. Siamo stati fuori anche la notte, ospitati da un gentile parroco della zona che ci aveva offerto delle stanze in vari oratori da lui selezionati.

Tornati al campo, stremati dopo la nottata, abbiamo iniziato a costruire i nostri “angoli di squadriglia”: ogni squadriglia, dopo aver scelto dove situare la propria “base”, ha iniziato le costruzioni che pressappoco consistevano in un tavolo, un piano da lavoro e una cucina con vari accessori facoltativi; in pratica un angolo è come una casa senza muri dove la squadriglia mangia, fa le attività e passa gran parte della giornata. Dopo tre giorni di duro lavoro finalmente tutti gli angoli di squadriglia erano pronti e poteva così iniziare l’inaugurazione che avrebbe dato il via ufficiale alla nostra avventura. Dal giorno dopo infatti le giornate erano pressappoco organizzate così: ci svegliavamo allietati dal solito fastidioso fischietto; dopo gli urli di squadriglia e un po’ di finta ginnastica ci avviavamo in cambusa dove ricevevamo la colazione per poi andare a lavare i piatti sporchi; circa mezzoretta dopo iniziavamo varie attività proposte a volte dai capi reparto e a volte dai capisquadriglia…Queste duravano circa fino all’ora di pranzo… quando cioè dovevamo andare in cambusa a prendere gli ingredienti delle pietanze da preparare; nel pomeriggio dopo un’oretta di siesta  ricominciava un'altra attività che di solito consisteva in dei giochi che variavano dalle tecniche scout a dei semplici giochi di abilità o di azione in cui eravamo come sempre divisi nelle ormai  note squadriglie. Quando il sole iniziava a tramontare, le nuvole diventavano arancio, le cicale iniziavano a cantare e un venticello fresco ti carezzava la pelle sapevi che era giunta l’ora di cenare e in fretta perchè poco dopo si doveva andare a fare legna per il fuoco di bivacco, il momento in cui dopo cena noi scout ci riuniamo attorno al fuoco e balliamo e cantiamo prima di andare a coricarci nei nostri sempre accoglienti sacchi-a-pelo.

Fra le attività più belle proposte al campo c’è sicuramente come tutti gli anni la gara di cucina fra le varie squadriglie: tutti i componenti di ognuna di esse lavoravano all’unisono con l’unico scopo di vincere divertendosi, preparando gustosi piatti che nell’ambiente spartano dove vivevamo sembravano ancora più invitanti (…dopo una settimana senza pizza e caramelle varie!). Una giuria composta da alcuni capi e alcuni cambusieri valutava molto attentamente la pulizia dell’angolo, la presentazione del menù e ovviamente la qualità del cibo.

Ma non sono mancati neanche i bagni al torrente, che scorreva a valle del campo, nell’acqua gelida oppure le divertenti scenette dei capi per lanciare le attività quotidiane.

L’ultimo giorno vorresti che non arrivasse mai per due motivi: il primo, come potete immaginare, è la tristezza perché tutto sta per finire e quell’atmosfera magica che si è creata in quei giorni verrà automaticamente distrutta dalla routine quotidiana della vita di tutti i giorni; il secondo motivo consiste nel fatto che bisogna smontare tutto e fidatevi che il solo pensiero non ti fa dormire la notte. Ma alla sera arriva il momento più emozionante e più atteso del campo ovvero la consegna dei totem, cioè il momento in cui vengono premiate le squadriglie che si sono contraddistinte nei vari ambiti al campo. I vari totem sono pioneristica (le costruzione, l’angolo di squadriglia), cucina, giochi, campo, espressione (scenette, animazione) stile, organizzazione (preparazione campo).

Il giorno dopo abbiamo preso la corriera che ci ha riportati a Mogliano dove abbiamo scaricato i camion e abbiamo messo la parola fine sul campo 2008.

Il campo scout è un esperienza che almeno tutti una volta nella vita dovrebbero provare perché il trovarsi immerso nella natura a scoprirla e il vivere in gruppo, condividendo gioie e dolori di ognuno, sostenendosi a vicenda, ti fa addirittura dimenticare del mondo in cui vivi di solito e ti trasporta in un'altra realtà dove vivi dei sentimenti veri e trascorri un’avventura che difficilmente si può provare radicandosi nelle città e assorbendosi le cose superficiali della vita.

Un saluto a tutti quelli che sono stati curiosi di leggere il mio articolo e a tutti quelli che lo leggeranno in futuro.

 

Skizzo, capo squadriglia Lupi